Società della Salute della Zona Pisana
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La presidente SdS sottolinea anche il primato regionale per il basso impatto di situazioni di disagio sociale, “risultati da condividere anche con Valdera, Valdarno Inferiore e Val di Cecina visto che i dati sono provinciali”.

 

PISA, lunedi 27 novembre 2017 – “E’ la conferma della qualità della nostra sanità ma anche dei servizi socio-sanitari territorio, aspetti che con riferimento alla sola zona pisana erano già emersi con chiarezza anche durante l’Agorà della scorsa settimana”. Così la presidente della SdS Pisana Sandra Capuzzi commenta le classifiche dell’annuale indagine sulla qualità della vita nelle province italiane commissionata dal quotidiano economico “Italia Oggi” e pubblicata nell’edizione di oggi (lunedi 27 novembre), un rapporto che colloca il territorio pisano al primo posto a livello regionale per quanto riguarda la qualità del sistema salute e il basso impatto delle situazioni di disagio sociale: “L’indagine colloca il nostro territorio al secondo posto a livello nazionale per quanto riguarda il sistema sanitario e al 25esimo per quel che concerne la non elevata incidenza di problematiche di tipo sociale, primati da condividere anche con la Valdera, il Valdarno Inferiore e la Val di Cecina, visto che i dati sono a livello provinciale – spiega Capuzzi – ma che confermano le indicazioni complessivamente positive che arrivano, ogni anno, dalle analisi del MeS, il laboratorio della Scuola Sant’Anna da anni impegnata nella valutazione dei servizi socio-sanitari della Toscana”.

Un piccolo campanello d’allarme, invece, lo ha fatto suonare l’analoga indagine del Sole 24Ore, anche’essa pubblicata nell’edizione odierna (27 novembre) del quotidiano edito da Confindustria: “Almeno stando ai dati dell’Istituto Tagliacarne dell’Unione Italiana delle Camere di Commercio, con 19,9 euro a testa la Provincia di Pisa è all’ottavo posto a livello regionale al 100esimo su scala nazionale per quel che concerne la spesa sociale procapite destinata a anziani, disabili e minori: se i dati sono corretti – ha concluso Capuzzi -, bisogna senz’atro invertire la rotta e fare qualcosa di più”.