Società della Salute della Zona Pisana
Consorzio Pubblico di funzioni
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Presente in sala la presidente dalla Società della Salute della Zona Pisana Gianna Gambaccini 

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Sarà una serata dedicata alle persone senza dimora quella che si terrà lunedì prossimo, 10 febbraio, al Cinema Arsenale di Pisa (vicolo Scaramucci 2).

Si comincia alle 20.30 con la proiezione del film “Pane dal cielo”, pellicola indipendente sui senza dimora diretto dal regista e produttore milanese Giovanni Badeschi, interpretato da Donatella Bartoli, Sergio Leone, Gigi Piola, Mauro Ramerio e con la partecipazione straordinaria di Paola Pitagora. Il film racconta una tenera storia di abbandono e di accoglienza, a partire dal ritrovamento, nella notte di Natale, di un neonato in un cassonetto da parte di due persone senza dimora.

Seguirà unapprofondimento sulla condizione delle persone senza dimora e sulle risposte dalla grave emarginazione presenti sul territorio. Interverranno la presidente della Società della Salute della Zona Pisana e assessore Politiche Sociali del Comune di Pisa Gianna Gambaccini, Maria Atzeni, responsabile dell’Unità Funzionale socio assistenziale della Sds pisana, don Emanuele Morelli, direttore della Caritas Diocesana, Laura Cerretti, assistente sociale di Progetto Homeless), Renato Petrone,coordinatore di “Strada facendo - Una città che si cura”, Daniele Gallea, responsabile dell’ambulatorio Etico di CISOM, Tiziana Passuello, presidente dell’associazione “Amici della Strada”. Modererà Alessandro Carta, consigliere della Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora.

“La Sds da anni è impegnata nel sostenere le persone senza dimora attraverso progetti che garantiscono sia l’assistenza quotidiana sia la possibilità di programmare un reinserimento sociale – ha affermato la presidente della Sds pisana Gianna Gambaccini - . Tra questi ricordo Progetto Homeless, che nel corso dell’ultimo anno è stato potenziato con l’apertura di un nuovo centro diurno, e Housing First. Grazie a quest’ultimo è stato possibile fornire un’abitazione a sei persone che vivevano in strada da molto tempo”.