Società della Salute della Zona Pisana
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In occasione della Decima giornata europea da Ponte di Mezzo sono stati liberati in cielo tanti palloncini colorati. La Presidente della SdS Zona Pisana Capuzzi: “Progetto importante perché il fenomeno anche nel nostro territorio è in costante evoluzione e non accenna a diminuire”. I dati: in crescita la prostituzione delle donne nigeriane.

 

 

PISA,  ottobre 2016 – Un numero verde regionale (800.186086), gratuito e attivo ventiquattro ore al giorno, a disposizione delle vittime di tratta per ricevere consigli e indicazioni operative per sottrarsi allo sfruttamento. E poi due strutture d’accoglienza, una a Pisa e l’altra in Valdera, capaci d’accogliere complessivamente quindici persone (9 donne nel capoluogo e 6 uomini a Pontedera) e uno sportello di consulenza e sostegno. Tutto questo, ma anche molto altro ancora, solo per il territorio pisano e grazie a “Satis”, un acronimo che sta per Sistema antitratta toscano d’integrazione sociale e che rappresenta il progetto regionale per favorire l’emersione e il sostegno alle vittime di sfruttamento: un investimento da 1,5 milioni di euro, finanziato quasi totalmente dal Dipartimento per le pari opportunità della

Presidenza del Consiglio, per un intervento che mette insieme a 43 diversi soggetti del territorio (28 dei quali pubblici e quindici del terzo settore) copre tutta la Toscana ed guidato dalla Società della Salute della Zona Pisana.

Il “via libera” al finanziamento è arrivato a fine luglio e a inizio settembre sono cominciate le attività. “La Decima giornata europea contro la tratta degli esseri umani ci è parsa l’occasione migliore per presentare pubblicamente un programma d’interventi che, in positivo, conferma la nostra capacità di progettare e intercettare finanziamenti ma, in negativo, racconta di un fenomeno in costante evoluzione che, purtroppo, non accenna a diminuire” ha raccontato la presidente della SdS della Zona Pisana Sandra Capuzzi sul Ponte di Mezzo prima di liberare in cielo i palloncini in contemporanea con altre 27 città italiane (in Toscana anche a Pontedera e Firenze), il segno scelto per ricordare una tragedia dai contorni spesso sfuggenti.

La tratta nel territorio pisano. Gli aspetti principali del fenomeno emergono dalla lettura dei report e dal lavoro quotidiano degli operatori: nei primi otto mesi del 2016 il maggior numero di contatti al numero verde regionale ha riguardato donne nigeriane, un dato che trova conferma anche nel territorio pisano se è vero che, fra gennaio e agosto, sono state ben 17 le ragazze originarie di questo Paese entrate per la prima volta in contatto con gli operatori del progetto, “giunte tramite gli sbarchi collettivi a prostituirsi sul nostro territorio tutte molto giovani – si legge nella relazione consegnata a fine agosto – e generalmente poco stanziali, in alcuni casi accompagnate in strada da connazionali uomini, dinamica del tutto nuova”.

Il fenomeno, d’altronde, era già stato tratteggiato anche nell’aprile scorso, durante il convegno “Passaggio a Nord-Ovest”, dai dati del servizio “Sally People” che opera nei comuni di Pisa, San Giuliano Terme e Vecchiano. Delle 246 persone con cui il servizio è entrato in contatto, infatti, 89 erano brasiliane, 66 nigeriane, 55 romene, 24 albanesi, 5 ungheresi, tre italiane, 2 moldave, una russa e una ucraina. Dal secondo semestre 2015 in poi, però, si è registrato un netto incremento di donne nigeriane.

Il progetto. Anche a loro si rivolge “Satis”, un progetto che nel territorio pisano si avvale della fondamentale collaborazione della cooperativa Arnera e dell’associazione Donne in Movimento, e che oltre al numero verde regionale antitratta (800.186086), gratuito e attivo 24 ore al giorno con funzione di ascolto e presa in carico delle vittime, assicura anche il sostegno alle due strutture d’accoglienza protetta (una per nove donne nei dintorni del capoluogo e l’altra per sei uomini in Valdera) e allo sportello d’ascolto e orientamento della stessa associazione Donne in Movimento che si trova a Pisa, in via Possenti, ed è aperto il martedì e il venerdì dalle 9 alle 12. “Satis” inoltre assicura anche protezione immediata e primo supporto in caso di necessità di fuga ma anche assistenza socio-sanitaria, psicologica e legale nel medio periodo con particolare riferimento alle situazioni dei minori stranieri non accompagnati. E poi attività mirate all’ottenimento del permesso di soggiorno, percorsi formativi (sia di alfabetizzazione linguistica che di orientamento al lavoro) e supporto al lavoro delle commissioni territoriali per il riconoscimento del diritto d’asilo con riferimento a quelle situazioni che sembrano configurarsi come casi di tratta e sfruttamento.